Qualche settimana fa una gestore di un Agriturismo nelle Marche mi ha scritto piuttosto preoccupata: “Vincenzo, le impressioni su Search Console sono aumentate del 40%, ma i click sono rimasti uguali. Cosa sta succedendo, il sito ha un problema?”
Il sito non aveva nessun problema. Quello che stava succedendo è che sempre più ricerche dei suoi potenziali ospiti su Google si stavano completando dentro AI Overview, la risposta generata che Google mostra in cima ai risultati, prima ancora dei link blu. L’utente vede la risposta, la legge, e in molti casi non clicca da nessuna parte. Il sito continua a comparire, continua a essere “visto”, ma il traffico non arriva.
Questo è un fenomeno diverso da quello di cui ho parlato negli altri articoli su questo blog, dove ho affrontato come farsi citare da ChatGPT, Claude, Gemini e Perplexity e come le recensioni influenzano quelle risposte. Lì parlavo di chatbot autonomi, app separate che l’utente apre volontariamente. Qui parliamo di qualcosa che succede dentro Google stesso, mentre l’utente sta ancora facendo una ricerca normale. Ed è un fenomeno che, in termini di volume, oggi tocca molte più persone.
AI Overview è il riquadro generato dall’AI che Google inserisce in cima o nel mezzo di molte pagine di risultati. Non compare su ogni ricerca, ma su una fetta crescente di query, soprattutto quelle informative, quelle con più intenzioni (“i migliori hotel per…”, “cosa vedere a…”, “dove dormire vicino a…”), che sono esattamente il tipo di ricerca che fa chi sta pianificando un viaggio.
Google costruisce quella risposta sintetizzando contenuti da più fonti web, e in fondo al riquadro inserisce dei link di approfondimento verso i siti da cui ha attinto. Il punto è che quei link sono un’opzione, non un passaggio obbligato. Molti utenti leggono la risposta, la trovano sufficiente, e si fermano lì.
Le stime di settore parlano di oltre metà delle ricerche che oggi si chiudono senza nessun click, le cosiddette zero-click search. Per un settore come quello ricettivo, dove la fase di ispirazione (destinazione, tipo di struttura, periodo) precede di settimane la prenotazione vera e propria, questo significa che una parte del tuo pubblico ti “incontra” senza mai passare dal sito.
AI Mode è un passo oltre. Non è più un riquadro dentro la pagina dei risultati, è una modalità di ricerca a sé: l’utente entra in un’interfaccia conversazionale dentro Google stesso, fa una domanda, ottiene una risposta articolata, e può continuare a fare domande di approfondimento nella stessa conversazione, proprio come farebbe con ChatGPT.
La differenza pratica con AI Overview è questa: mentre AI Overview affianca ancora la ricerca tradizionale, AI Mode la sostituisce del tutto per chi lo sceglie. È Google che diventa un chatbot, con la differenza che ha accesso diretto e in tempo reale al proprio indice di ricerca, quindi può attingere a una quantità di fonti molto più ampia di quanto faccia un chatbot generico.
Per chi gestisce una struttura ricettiva, il funzionamento a livello di logica è simile a quello che ho descritto per Claude e ChatGPT nell’articolo sulla GEO: l’AI Mode legge il web, aggrega segnali, e costruisce una risposta contestualizzata. Cambiano un po’ le fonti privilegiate, ma il principio di fondo (recensioni, scheda Google Business, contenuti del sito che rispondono a domande reali) resta identico.
Qui vedo spesso fare un errore, anche tra chi si occupa di marketing digitale in modo professionale: trattare AI Overview, AI Mode e i chatbot come ChatGPT o Claude come se fossero la stessa cosa, con lo stesso canale di misurazione.
Non lo sono, e la differenza ha una conseguenza operativa concreta. Se hai letto il mio articolo su come Google Analytics 4 ha introdotto il canale AI Assistant, ricorderai che quel canale intercetta solo il traffico proveniente da chatbot autonomi che l’utente apre volontariamente. Chi clicca su un link dentro AI Overview o dentro AI Mode, invece, finisce classificato come Organic Search dentro GA4, mescolato con tutto il resto del traffico da Google.
Questo significa che se vuoi capire quanto ti sta influenzando davvero AI Overview, GA4 da solo non ti basta. Devi guardare Google Search Console, in particolare i dati su impressioni e click per le query dove compare AI Overview. È lì che vedi il fenomeno dell’Agriturismo che ti raccontavo all’inizio: impressioni che salgono, click che restano fermi.
Prova a immaginare un viaggiatore che cerca “agriturismo con piscina per bambini in Umbria”. Fino a poco tempo fa, quella ricerca produceva dieci link, e il viaggiatore doveva aprirne almeno un paio per capire quale struttura fosse adatta. Oggi, in molti casi, Google gli scrive direttamente una sintesi con due o tre nomi di strutture, magari con una frase su ciascuna: “dispone di piscina riscaldata e area giochi recintata”, “ideale per famiglie, camere comunicanti disponibili”.
Se la tua struttura è tra quelle citate, hai guadagnato visibilità anche senza un click, un po’ come un passaparola. Se non lo è, semplicemente non esisti in quella conversazione, anche se il tuo sito è ben posizionato nei risultati classici sotto al riquadro.
Il punto centrale è questo: essere ben posizionato su Google non basta più a garantire che tu venga letto. Essere ben posizionato su Google è la bae. Ora però bisogna anche essere tra le fonti che l’AI decide di citare dentro la sua sintesi.
E qui il lavoro si somma, il posizionamento nelle AI o il posizionamento GEO, come anche viene chiamato, non sostituisce la SEO tradizionale. Restano valide alcune buone pratiche che ho già descritto negli altri articoli: recensioni ricche di dettagli semantici, scheda Google Business curata, contenuti del sito che rispondono a domande specifiche, segnali reputazionali forti e ben distribuiti online. Sono le stesse leve. Cambia il “dove” viene mostrato il risultato di quel lavoro.
Non è tutto invisibile, ma serve guardare nel posto giusto.
In Search Console puoi già oggi isolare, con un po’ di lavoro sui filtri, le query dove compare AI Overview e osservare il rapporto tra impressioni e click nel tempo. Un CTR (percentuale di click) in calo su query informative, a fronte di impressioni stabili o in crescita, è quasi sempre un segnale di zero-click legato all’AI. Google ha annunciato che porterà dati più strutturati e specifici su questo fronte direttamente in Search Console: non è ancora uno strumento maturo come vorremmo, ma la direzione è quella.
In GA4, come dicevamo, il traffico da AI Overview e AI Mode finisce dentro Organic Search. Puoi comunque osservare il comportamento complessivo di quel canale nel tempo: se il volume di sessioni organiche cala mentre il posizionamento resta stabile, è un altro indizio.
Il test manuale resta lo strumento più immediato. Apri Google, disattiva se serve il filtro e prova le ricerche che farebbe un tuo potenziale ospite: “hotel tranquillo per lavorare vicino al mare”, “dove dormire con il cane in Toscana”. Guarda se compare AI Overview, guarda se la tua struttura viene citata, guarda cosa dice di te quando lo fa. Ripeti il test ogni mese: è lo stesso approccio che consiglio per monitorare la visibilità sui chatbot, solo applicato dentro Google.
Oltre questi consigli vi è chiaramente un approccio professionale che prevede l’uso di software dedicati per monitorare e gestire il posizionamento AI. Nella mia pratica quotidiana ne uno un paio e grazie ai loro dati riesco a migliorare il posizionamento per l’AI e a mostrare i risultati ai clienti.
Non serve una strategia separata per AI Overview e AI Mode. Serve applicare con più cura quello che probabilmente stai già facendo, o dovresti fare, per la SEO e per la GEO:
La parte più difficile da accettare, per chi lavora nel digitale da anni con la logica del click, è che oggi una porzione crescente del valore che generi online non produce più una sessione misurabile. Non significa che quel valore non esista. Significa che va cercato con strumenti diversi, e con la consapevolezza che il traffico non è più l’unico segnale a cui guardare.
Se vuoi capire quanto AI Overview sta già influenzando la visibilità della tua struttura, e cosa ha davvero senso fare per intercettarlo, scrivimi per una prima valutazione.
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